Napoli, al Museo di Capodimonte, Van Gogh e i capolavori ritrovati

Il furto delle opere d’arte è un fenomeno che parte dalla notte dei tempi: saccheggi e vandalismi di quadri, oggetti d’arte e di valore erano una gabella da pagare dai vinti ai vincitori, in guerra e in scorribande, oltre che per il guadagno anche per l’umiliazione data agli sconfitti. Nel corso dei secoli si sono alternati periodi di incuria a quelli di maggior garanzia, fino ad arrivare ai nostri giorni, dove la legislazione attua numerose norme a tutela del nostro patrimonio con l’impiego della Guarda di Finanza preposta a specifiche funzioni nella lotta al traffico illecito delle opere d’arte. Grazie a questa azione, sempre più professionale e competente, ci sono stati restituiti due capolavori, dipinti da Van Gogh nella sua prima stagione pittorica e trafugati quattordici anni orsono dal Van Gogh Museum di Amsterdam.
I dipinti rinvenuti a Castellamare di Stabia, trafugati dai narcotrafficanti, sono Paesaggio marino a Scheveningen, del 1882 e Una congregazione che esce dalla Chiesa Riformata di Nuenen, del 1884/85 e hanno dato l’occasione all’allestimento di una mostra al museo di Capodimonte, a Napoli, dove sono visibili, al prezzo del biglietto di ingresso al museo, dal 7 febbraio fino alla prossima domenica 26 febbraio 2017. L’iniziativa ha avuto una vasta rilevanza, attraendo numerosi appassionati e scolaresche e riportando, grazie all’evento straordinario, interesse per questo splendido museo già ricco delle opere di Michelangelo, Tiziano, del Masaccio, di una meravigliosa tela del Caravaggio, di Raffaello, del Parmigianino, Giuseppe de Ribera, Artemisia Gentileschi, Massimo Stanzione, Luca Giordano, Guido Reni e numerose altre, fino a dare le vertigini agli amanti d’arte.
Nonostante questa ricchezza, merito dell’intelligente allestimento, con poche ma distinte informazioni sul pittore e le opere, la visita alla sala dove sono esposti il Paesaggio Marino e la Chiesa di Nuenen lascia un sapore forte nell’immaginario del visitatore, di vittoria sulla brutalità, di restituzione della bellezza all’intera umanità. Gli uomini della guardia di Finanza, orgogliosi, presidiano la sala, i due quadri, piccoli e maestosi allo stesso tempo, fanno da protagonisti. Uno dei pannelli recita: La celebrazione di questo incredibile ritrovamento è un omaggio alle forze dell’ordine, e alla guardia di Finanza in particolare, che lottano a favore del bene, e un gesto simbolico per dimostrare ai turisti e ai cittadini di Napoli e del mondo che questa non è unicamente una città assillata come tante altre dalla criminalità, ma anche un luogo di cultura, di speranza e di riscatto.
Il paesaggio marino, uno dei pochi dipinti di questo genere di Van Gogh, è raccontato sapientemente dalla didascalia sottostante, colpisce il particolare segreto della sabbia inglobata nella vernice a causa della tempesta che imperversava durante la sua realizzazione. La chiesa di Nuenen ha una sua storia suggestiva: è quella dove il padre di Van Gogh teneva le funzioni e, alla sua morte, il pittore ha modificato il dipinto aggiungendo, li dov’era ritratto il solo genitore, un gruppo di fedeli in uscita. Questa sola sala riesce ad immergere il visitatore in un angolo dell’arte che fu di questo eclettico artista, dai contrastati sentimenti e dalle complesse vicissitudini, che ci ha restituito emozionanti visioni frutto dei suoi incubi, della sua fantasia. Ci basti sapere che degli oltre mille dipinti eseguiti nell’unico decennio di florida attività, opere oggi inestimabili, Van Gogh ne ha venduto in vita uno soltanto.
Le due tele, dopo le tre settimane a Capodimonte, torneranno finalmente nella patria olandese, restituite al mondo della cultura che le credeva perdute per sempre. Potremo ancora godere della loro esposizione a Napoli per l’intero week end.

Per info su costi ed orari: www.museocapodimonte.beniculturali.it

Lucia Dello Iacovo