NTFI, grande entusiasmo alla Galleria Toledo per “Peccato che fosse puttana”

toledo 2Nel caldo pomeriggio di ieri, martedì 28 giugno, ha debuttato per il Napoli Teatro Festival,  alla Galleria Toledo “Peccato che fosse puttana” di John Ford per la regia di Laura Angiulli.

Siamo nella viziosa Parma delle metà del ‘600, la fosca vicenda dell’incesto fra Giovanni e Annabella “fratelli – amanti” prende forma, lentamente, sul palcoscenico del teatro al centro storico che, grazie all’essenziale scenografia ed alla struttura stessa della sala,  quasi ci fa dimenticare di essere in una traversa dei quartieri spagnoli per ritrovarsi nella Londra Elisabettiana …

La tragedia narra la storia di papà Florio e dei suoi due figli. Giovanni, schivo, riflessivo, studioso; Annabella, allegra e intelligente, bellissima. È ora di trovar marito ad Annabella e i pretendenti non mancano. Ma i due giovani si amano profondamente, e in seguito alla loro relazione Annabella resta incinta;  è evidente che il suo stato non potrà essere nascosto per molto tempo. Per salvare la situazione non resta che sposarsi, urgentemente. Tra tre pretendenti viene scelto Soranzo, un giovane nobile, molto pieno di sé, ambizioso, aggressivo, con un passato da seduttore un po’ turbolento e spietato, e già più volte rifiutato da Annabella. Si fa il matrimonio, ma le cose, ovviamente, non vanno bene. Annabella è innamorata del fratello e prosegue la relazione con lui rifiutando le avances del marito, che dopo un po’  scopre la gravidanza della moglie. Ferito a morte nell’onore, nell’orgoglio, nella passione, aggredisce la moglie, la picchia, la minaccia, la imprigiona pur di sapere il nome dell’amante, senza successo.

Sarà un astutissimo servitore di Soranzo, uno spagnolo cinico, diplomatico, spietato, di nome Vasquez, a venire abilmente a capo della questione facendo parlare la governante d’Annabella.

Ora la terribile verità è nota. Non resta che realizzare la vendetta, nel modo più feroce possibile. Secondo le buone consuetudini della tragedia di vendetta, il massacro deve avvenire in modo spettacolare e davanti ad un vasto pubblico. Soranzo organizza così un gran banchetto per il proprio compleanno, durante il quale, al cospetto di tutti, ha progettato di far massacrare i due fratelli. Ma Soranzo non ha fatto i conti con l’amore, quello con la A maiuscola, che lega Giovanni e Annabella insieme. Il loro amore è al di sopra di ogni cosa, non teme lo scandalo, non teme la morte, non teme la dannazione eterna e le fiamme dell’inferno. Sapendo di non avere via d’uscita, sapendo di essere giunti ormai alla fine, i due hanno un ultimo affettuoso incontro, durante il quale  Giovanni pugnala la sua  Annabella per poi correre al banchetto, dichiarare al mondo intero il loro amore ed avventarsi su Soranzo, il marito usurpatore, uccidendolo. Per essere, poi, a sua volta pugnalato da Vasquez .

Di una donna così giovane, così ricca di doni della natura, chi mai non direbbe – peccato che fosse una puttana… – ” conclude così il cardinale invitato da Soranzo al banchetto, e le sue parole suonano come epilogo morale dell’intera storia.

L’adattamento di Laura Angiulli concentra l’azione nel dramma, nella potenza della passione proibita tra due fratelli , nella libertà assoluta e sovrana di amarsi e aversi, che si contrappone al loro mondo, ipocrita e corrotto.

 

Paola Improda

foto Federica Garofalo

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