Roma, il Premio Nobel Esquivel e il maestro Daisaku Ikeda presentano l’Appello alla Resilienza e alla Speranza

Ai giovani del mondo, il premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel e il Maestro buddista Daisaku Ikeda – Presidente della Soka Gakkai Internazionale – affidano il testimone della difesa dei Diritti umani, della Pace, di uno Sviluppo sostenibile e solidale. Il passaggio di consegne avverrà simbolicamente in occasione della presentazione dell’Appello alla Resilienza e alla Speranza che i due protagonisti delle lotte per la giustizia e la democrazia nel XX secolo hanno scritto a quelli che, già oggi, sono artefici della storia del nuovo millennio. Un Appello alla resilienza e alla speranza, un atto di fiducia nelle capacità dei giovani di individuare e percorrere insieme nuove strade e riscattare l’eredità del passato e affrontare le sfide del futuro.

L’appello è stato illustrato martedì 5 giugno, alle ore 16a Roma nella sede della Stampa estera in Italia (via dell’Umiltà, 83/c) dallo stesso Pérez Esquivel eda Hiromasa Ikeda, figlio di Ikeda e vice presidente della Soka Gakkai Internazionale.

Alla conferenza stampa, ha partecipato il Presidente dell’Associazione stampa estera Esma Cakir, sono intervenuti anche un ragazzo e una ragazza  in rappresentanza di tutti i destinatari dell’appello.

Il XX secolo, scrivono i due leader, ha lasciato macerie, povertà e ingiustizie, ma ha anche suscitato nuove consapevolezze. In questi ultimi tempi si sono poi registrati segnali significativi, come l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari e la conferenza in Vaticano, sostenuta da Papa Francesco, “Per un mondo libero da armi nucleari e per il disarmo integrale”.

“Bisogna lavorare – si raccomanda nell’appello – per sostenere l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite che punta a “trasformare il nostro mondo”. Per cooperare all’obiettivo di sradicare la povertà dal nostro pianeta, dobbiamo superare le differenze tra paesi, etnie, religioni e culture”. È necessario implementare “una coscienza collettiva a partire dalla memoria della storia universale per far sì che non si ripetano le stesse tragedie”, facendo “comprendere che la Terra è la nostra Casa Comune, e  nessuno  deve essere escluso da essa a causa delle proprie differenze”, incoraggiando “un indirizzo umano della politica e dell’economia e coltivare la saggezza per giungere a un futuro sostenibile”.

“Noi siamo convinti che la speranza e la volontà di costruire una nuova alba per l’umanità e per tutti gli esseri viventi della nostra Casa Comune, del nostro Pianeta Terra, non verranno mai meno”. “Noi due abbiamo vissuto le tempeste delle guerre e le violenze del XX secolo. Sentiamo quindi il bisogno di avvicinarci ai giovani del XXI secolo per affidargli il compito di tenere in alto la fiaccola dell’amicizia, di sostenere con coraggio l’unità nella differenza e incoraggiare la solidarietà tra i popoli.

Noi, Adolfo Pérez Esquivel e Daisaku Ikeda, riteniamo che, per le società contemporanee e future, sarà estremamente importante che i giovani si uniscano ed assumano l’impegno, insieme ai popoli, di difendere la dignità della vita, di combattere le ingiustizie, di condividere il cibo che nutre il corpo e lo spirito e la libertà, per inaugurare una nuova alba di speranza”.

“Se faranno questo, potranno costruire un prezioso patrimonio universale spirituale dell’umanità e un nuovo mondo giusto e solidale”.