“Occhi chiusi spalle al mare”, intenso e riflessivo, il libro di Donato Cutolo

“Dopo un primo indugio, i due si strinsero finalmente la mano. Piero accennò un sorriso, attese che il bambino mollasse la presa per girarsi verso di lei, allungò allo stesso modo la mano con la speranza che ricambiasse quel gesto. Non si mosse, si limitò a sussurrare: “Jasmine”.” Si tratta di un piccolo stralcio di “Occhi chiusi spalle al mare” l’ultimo romanzo di Donato Cutolo, scrittore e compositore che ha già pubblicato con successo i romanzi “Carillon”, “Vimini” e “19 dicembre ‘43”.

Occhi chiusi spalle al mare”, pubblicato con Edizioni Spartaco, come tutti i romanzi di Cutolo si legge d’un fiato. E’ arricchito, come gli altri, da una colonna sonora che accompagna il testo con musiche raffinate e dalle atmosfere giuste. A differenza dei romanzi precedenti che erano corredati dal relativo cd, questa volta le musiche sono disponili ad un indirizzo web e con un apposito codice, indicati nelle prime pagine. Si tratta di dieci brani composti ed eseguiti da Rita Marcotulli a cui hanno partecipato anche Sergio Rubini, Mariano Iannotta, Mariateresa Federico, Yasmeen Buds Choir, lo stesso autore Donato Cutolo e Fausto Mesolella a cui è stato dedicato il romanzo.

Attraverso un linguaggio raffinato, dai toni ora delicati e ora forti, l’intreccio ben articolato e a tratti fotografico, si snoda attraverso azioni e flashback che man mano che ci s’immerge nella lettura catturano e coinvolgono con identificazioni. La lettura fluisce e ci si addentra in luoghi in cui si sente il respiro dei protagonisti, si avvertono i loro stati d’animo, si palpano e condividono ricordi, paure e speranze. L’indagine introspettiva è profonda e gli aspetti psicologici e comportamentali, determinati da background forti e traumatici, vanno a fondersi con problematiche attuali di cui la cronaca è piena.

Attraverso atmosfere che si potrebbero definire oniriche si affrontano problematiche sociali di un mondo che ci è vicino, ma di cui si conosce solo l’aspetto superficiale con la conseguenza di facili giudizi e sommari “processi”. Il problema dell’immigrazione clandestina viene visto in tutta la sua crudezza e dolorosa realtà e Donato Cutolo, con le sue parole apre la mente ed il cuore. Il romanzo diventa così una testimonianza che mette a nudo crudeltà, ingiustizie, sofferenze a cui molte volte si gira la faccia, si storce il naso e si chiudono gli occhi perché è più facile non sapere, non vedere e non conoscere. E’ un modo per scuotere gli animi e unirsi a quel grido soffocato dalla violenza e dalla rassegnazione di rabbia di anime belle e sensibili, che illuse da false promesse e perfidi inganni, fuggono da una vita che non è vita e si ritrovano o sprofondati senza pietà nel mare o a vivere in un incubo, braccati in un inferno in cui sono soli tra le fiamme dell’indifferenza e del disprezzo.

Man mano che si legge, la rabbia cresce, l’emozione palpita e ci si sente completamente coinvolti, anche con sensi di colpa che ci servono a comprendere errori di valutazione e a ritornare sui nostri passi, spinti da un forte desiderio di giustizia

Ecco perché Occhi chiusi spalle al mare è un romanzo che arricchisce di sentimenti e consente di guardare il prossimo con occhi diversi: con gli occhi dell’amore, della solidarietà e soprattutto del rispetto. Vien voglia di approfondire il problema e di intervenire per mutare eventi destinati a ripetersi impunemente e crudelmente. Vien voglia di denunciare le ingiustizie e urlare “basta!” alla nuova e subdola tratta di schiavi. Vien voglia di bloccare lo sporco e nefando mercato di esseri umani trattati peggio di bestie e su cui senza scrupoli e con crudeltà i moderni “negrieri” si avventano come avvoltoi avidi. Vien voglia di attivarsi e contribuire concretamente a mettere fine alle terribili sofferenze e alle violenze che, nel silenzio della nebbia di chi non vuol vedere, subiscono uomini e donne di ogni età, dai bambini agli anziani.

Il romanzo è, quindi, una tenera e dura testimonianza. Ti accompagna per mano con garbo, come la sua bella e limpida penna fa, in una storia vera e fantastica nello stesso tempo. Ti fa sentire odori, suoni, urla, respiri. Ti conduce nell’affascinante mondo del mare, bello e terribile nello stesso tempo perché, suo malgrado, complice di nefandezze e tomba di sogni e speranze. Ti porta su di un’isola che accoglie, smista e purtroppo a causa di forze maggiori costretta a rimandare i “fortunati” superstiti in quel mare terribile che li condurrà nell’incubo infernale da cui erano fuggiti.

È un libro che dovrebbero leggere tutti, soprattutto i giovani. Non si resta indifferenti di fronte ai suoi contenuti ben espressi in un intreccio avvincente e in cui non mancano colpi di scena, suspense e tenerezze. Con un linguaggio a tratti poetico che sembra sprigionarsi da una tavolozza di colori pastello, è un invito a non tenere più gli “occhi chiusi” e dare “le spalle” ad una realtà scomoda, ma a riflettere e ad agire.

 

Daniela Vellani